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ebola virus

Ebola virus

Tre settimane fa mi trovavo da “Ali Baba”, un alimentari tenuto da musulmani est europei nel Lower East Side di Manhattan. Ero in fila alla cassa quando e’ arrivato il turno di una ragazza africana che parlando col cassiere cinese, che a stento la capiva perche’ non parla inglese, odo dire:”Sono liberiana, vengo dalla Liberia, hai presente? WEST AFRICA…”. Il cinese, ignaro di cosa gli stesse dicendo la ragazza, le ha sorriso gentilmente, ha impacchettato  il suo pranzo e poi…Neeeext!

All’udire West Africa mi si sono rizzatii peli. Ogni sera in tv si parla di EBOLA e lo si associa a un luogo ben preciso: WEST AFRICA.

Negli States, dopo il caso del dottor Craig Spencer (che tornato da una missione in Africa e’ salito sulle linee metro A ed L – ahime’ – per andare a rilassarsi a Bowling nel quartiere di Williamsburg e poche ore dopo i suoi giri in citta’ ha iniziato ad accusare i sintomi del virus Ebola decidendo – grazie al cielo e alla sua coscienza – di autoimporsi alla quarantena in casa sua allertando immediatamente le autorita’ competenti), e’ il momento della battagliera Kaci Hickox. L‘infermiera, che appena tornata da una missione “Ebola” in Africa e’ stata costretta ad alcuni giorni di quarantena forzata nel NJ, aeroporto di entrata negli States, minaccia oggi battaglia legale se verra’ costretta a sottoporsi alla quarantena volontaria in casa sua, nel Maine.

Lo stato del Maine, infatti, sembra voler seguire la linea del governatore del NJ Christie e del governatore di NY, Cuomo (ovvero sottoporre sia le persone sospette di aver contratto l’ebola che quelle con evidenti sintomi della malattia mortale, ad una quarantena forzata in casa, se non vi e’ certezza della presenza del virus, negli ospedali specializzati come quello di Bellevue a NY, per chi invece presenta sintomatologie conclamate) e starebbe cercado vie legali per forzare la Hickox alla quarantena in casa propria.

Di seguito, la conferenza congiunta del sindaco di NY, De Blasio, e del governatore dello stato di NY, Cuomo;

L’opinione pubblica americana e’ comprensibilmente divisa fra i sostenitori del Primo Emendamento e i sostenitori delle misure di emergeza straordinarie che gli stati avrebbero il diritto/dovere di applicare in questi casi.

Casi, questi, che apriranno un nuovo capitolo tutto da scrivere nel rapporto fra liberta’ personale e sicurezza pubblica.

Leggi questo articolo per approfondire:

Maine seeks legal powers to force nurse into quarantine

 

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New York

Un libro che consiglio di leggere a chi sta seguendo un cammino di rinnovamento spirituale o comunque, interiore.

Il dott. Sarkisian conduce una trasmissione su Radio Maria US in cui tratta gli stessi temi fornendo consigli illuminanti e incoraggianti che, in qualunque punto della vostra vita vi troviate, vi fara’ comunque bene ascoltare.

“It’s not how you start that matters, but how you finish”

Nowhere is this more true than in our Christian faith. The ultimate goal of reaching Heaven should be the driving force in our lives. But yet, how many times do we get stuck in the minutia of daily life? How many times do we give into self-pity or a feeling of unworthiness? How many times do we simply feel like we are spinning our wheels, perhaps not going backwards, but definitely not moving forward?

Momentum makes all the difference.

By building momentum, it doesn’t matter if you stumble. It doesn’t matter if you fall. By building momentum, it you see the process instead of the promises. You make the important connections instead of being sidetracked by life’s random events.

Here is the practical guide for developing a momentum mindset that connects your faith with real life in a way that supports, motivates, encourages and enhances your efforts along the way. It’s a process that focuses squarely not just on who you are, but who you want to become.

  • When you connect the dots, your life comes together
  • When you never give in, you never give out
  • When you seek truth, you find wisdom
  • When you escape your comfort zone, you embrace your purpose
  • When you value your circle of influence, you venture into deeper satisfaction
  • When you insulate your heart, pain can’t penetrate
  • When you transform your life, you transmit love

Architecture
and Design Month
New York City
October 2014

The fourth annual month-long festival of architecture activities, programs and exhibitions in New York City.

http://www.archtober.org/

New York, 12 ottobre 2014

Fra due settimane circa, cade il secondo anniversario del piu’ distruttivo uragano che abbia colpito la East Coast nei tempi moderni: Sandy. Io c’ero ed ho scritto in un post cio’ che vidi nel Lower side di Manhattan; un gran disastro, a partire dai danni al trasporto pubblico che in una citta’ come New York, frequentata da milioni di persone, ha creato forti disagi per mesi. Ricordo ancora con sottile angoscia le interminabili file ai distributori di benzina, dove fiumane di persone con e senza macchina, aspettavano ore con le taniche rosse in mano per comprare benzina. Ricordo i poliziotti armati che controllavano la situazione: dopo ore di fila la gente dava spesso in escandescenze. In piu’ luoghi e’ capitato che qualcuno, stanco di aspettare, tirasse fuori la pistola… Si, proprio come in quei film di fantascienza tipo “La Guerra dei Mondi”. Fra pochi giorni NY ricordera’ questo infausto evento e io le auguro di cuore di essere risparmiata da un altro uragano di tale portata.

 

New York

Pochi giorni fa, Hong Kong e’ stata teatro di grandi manifestazioni di protesta in favore della democrazia e contro il regime cinese. Stefano Magni ne ha scritto approfonditamente su La Bussola Quotidiana, ecco l’articolo:

“Tante altre rivolte, nell’ultimo decennio, sono incominciate proprio così: con l’illusione, da parte di un regime, di far sgomberare una manifestazione di piazza con una rapida azione repressiva della polizia. La repressione non riesce. E al posto di poche centinaia di manifestanti, nei giorni successivi le piazze di riempiono con decine di migliaia di persone in protesta.

Questi eventi, che abbiamo visto tante volte in Medio Oriente e nell’ex Urss, adesso stanno ripetendosi in Cina, in quello che è considerato il più “stabile” regime totalitario al mondo. Non proprio a Pechino, come ai tempi di Piazza Tienanmen, nel 1989, ma nella periferia sudorientale cinese, in una città molto particolare, con una propria autonomia economica e politica: Hong Kong. Nella ex colonia britannica sono ancora in piazza decine di migliaia di cittadini. Protestano contro il governo centrale cinese, chiedono la democrazia che era stata loro promessa per il 2017, ma che è stata tradita con l’approvazione dell’ultima legge su Hong Kong promulgata lo scorso 1 settembre dall’Assemblea Nazionale del Popolo cinese, il “parlamento” del regime comunista. Gli studenti di Hong Kong sono entrati in sciopero, disertando dalle lezioni, dal 22 al 29 settembre. Sabato e domenica scorsi la polizia ha tentato di sollevarli di peso dal loro sit-in di protesta e ha provocato decine di feriti. Questa azione «si è rivelata un boomerang per il governo – come spiega una fonte cattolica (anonima) di Asia News – Vedere gli agenti caricare dei giovanissimi, tutti con le mani alzate e tutti pacifici, ha sconvolto la popolazione. Che ora risponde con una maggiore partecipazione alle proteste pubbliche: al momento non solo la parte centrale di Hong Kong, ma anche gli snodi cruciali della penisola di Kowloon sono bloccati dai manifestanti». Agli studenti è arrivato l’appoggio di Occupy Central (Central è il nome della sede del governo locale, controllato dalla Cina), il cartello di opposizioni della società civile di Hong Kong. Ma la protesta è andata ben oltre Occupy e ora comprende anche decine di cittadini finora non considerati attivisti.

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the leftovers

Sempre piu’ in voga negli Stati Uniti il filone sensazionalista-apocalittico del “Rapture”, ovvero la credenza secondo la quale milioni di persone verranno “rapite” improvvisamente in cielo nei momenti che precederanno la Seconda Venuta di Cristo sulla terra. I sotterranei della metropolitana di NY, per darvi un esempio, lo scorso luglio erano tappezzati di manifesti pubblicitari sulla nuova serie televisiva della HBO intitolata ironicamente: “Leftovers“. Negli Stati Uniti, paese a maggioranza protestante, il tema e’ sempre caldo e l’industria del “Left Behind” prospera. Carl E. Olson, editore di Catholic World Report e di Ignatius Insight, ha affrontato questo tema in maniera dettagliata in un lungo articolo che vi ripropongo: clicca qui.

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