Un esponente di spicco del movimento per i diritti civili del Congresso ha lanciato il campanello d’allarme; il partito Democratico sta perdendo ingenti quote di elettorato “bianco”. In una intervista John Lewis, deputato Democratico della Georgia, ha dichiarato che i Democratici devono mettercela tutta per riconquistare il voto dell’elettorato “bianco” degli stati del sud prima del 2012. I dati delle elezioni di medio termine infatti hanno dimostrato un palese disamoramento di questa fetta di elettorato a favore del partito Repubblicano, che ha riconquistato ben 22 seggi negli stati della “Vecchia Confederazione”, eccezion fatta per New Orleans in cui l’appoggio ai democratici e’ rimasto inalterato. Da novembre c’e’ stata una defezione a catena dei legislatori degli stati del sud tale da richiamare l’attenzione sul futuro stesso della presenza del partito Democratico in quelle zone. L’ex deputato Democratico Artur Davis ha addirittura prospettato la necessita’ che i Democratici si presentino come Indipendenti se vogliono avere qualche chance di essere eletti. Lewis che lavorava come attivista per i diritti civili prima di essere eletto al Congresso nel 1986, si e’ detto preoccupato per la perdita di “diversita’” nel partito che rendera’ sicuramente difficile riprendere i seggi perduti nella passata elezione di novembre;
We’ve got to go all out and get white voters, especially white men, to come back to the Democratic Party, I just think it’s important for the Democratic Party to roll out and try to reveal itself and not become a party that is split along racial lines
John Anzalone un sondaggista con ufficio in Alabama e Washington si e’ detto invece fiducioso che l’elettorato “bianco” fara’ la “pace” col partito Democratico per le elezioni del 2012 e ridara’ fiducia al presidente. Barak Obama vinse le elezioni nel 2008 grazie al massiccio supporto dell’elettorato “bianco” che lo pereferi’ al senatore del Massachusetts John Kerry (NOTA FRIVOLA: di cui ho visto la casa – da fuori ovviamente – mesi fa nel bellissimo quartiere di Beacon Hill a Boston). Nel 2008 Obama e’ stato preferito a Kerry dagli elettori “bianchi” del Nord Carolina e della Virginia, due stati del sud, mentre non convinse l’Alabama, il Mississsippi e la Louisiana. Due anni dopo ecco il disamoramento degli stessi elettori. Lo scorso novembre dice Anzalone riportando i dati del sondaggio condotto da Edison Research, il voto dell’elettorato “bianco” ha favorito i Repubblicani con un margine del 60% su 37%; si tratta si di un dato schiacciante, ma secondo Anzalone non tutto e’ perduto per i democratici del sud a patto che la presidenza inizi a portare a casa i risultati promessi. Gli elettori afroamericani degli stati del sud sono tradizionalmente fedeli al partito Democratico, ma la recente elezione di due afroamericani nelle file del partito Repubblicano alla Camera potrebbe spostare molti voti in favore del partito dell’”Elefante”. Lewis non e’ particolarmente preoccupato da questa “migrazione di massa” verso il partito Repubblicano e si e’ detto anzi ottimista su un pieno recupero di Obama nel 2012; i sondaggi lo danno in ripresa con un grado di approvazione del 50%. Certamente Obama dara’ man forte alla campagna elettorale dei candidati democratici degli stati del sud e questo aiutera’. Lewis si e’ detto anche ottimista sulla ripresa economica nei prossimi 2 anni sottolineando la necessita’ di “lasciar lavorare” Obama. Meno ottimista Emanuel Cleaver deputato del Missouri per il “Congressional Black Caucus” secondo il quale invece, le prospettive che Obama venga rieletto sono affatto scontate;
It’s realistic for our party to understand the enormous challenge we’re going to have to get him back in the White House in 2012″
Fonte: The Hill