Domanda: cosa avranno mai da spartire due personalita’ provenienti da due galassie cosi’ distanti fra loro? Uno, russo, coraggioso acceleratore del crollo del regime comunista in Russia, l’altro, americano, comunista convinto, grande amico di Chavez e Castro e grande sostenitore di Obama?
Risposta: niente
Eppure, eccoli li, seduti in una scabra stanzetta del Frederick Von Steuben Metropolitan Science Center di Chicago in occasione del 12° “World Summit of Nobel Peace Laureate“, a cui hanno partecipato diversi esponenti di spicco del partito democratico americano e non solo: Walter Veltroni era presente in rappresentanza del partito democratico italiano. I premi Nobel hanno firmato al termine dell’evento, una petizione per tutti i giovani del mondo chiamandoli a dare il proprio contributo per il bene dell’umanita’:
APPEAL TO THE YOUTH OF THE WORLD
As Nobel Peace Laureates and Laureate organizations we realize that if the commitment to peace and human rights is not passed from one generation to the next our achievements will be short lived. For this reason we applaud the youth the world over who are standing up and speaking out in protest against injustice and inequality and defending the right to peace, social justice and a sustainable future. We are concerned that old threats to peace are persisting and new ones emerging. We therefore urge young people to organize for peace and learn to prevent and resolve conflicts peacefully. At a time when militarism continues to corrupt the minds of politicians and poison international relations, when a new arms race is unfolding, this must be a key priority. As Nobel Laureate Martin Luther King, Jr. said, “those who love peace must learn to organize as effectively as those who love war.” Our collective security can no longer focus primarily on the security of states; it must focus on the security of people. Wars and militarism cannot achieve real human security.”
All’evento ha partecipato Jimmy Carter, ex presidente democratico degli Stati Uniti, insignito del premio Nobel, oggi a capo del The Carter Center: Wagin Peace. Fighting Desease. Building Hope, una fondazione che si occupa di temi globali come la lotta alla fame e alla poverta’ nei paesi del terzo mondo e Bill Clinton, anch’egli ex presidente democratico a capo della fondazione Clinton Global Initiative. Nell’intervento seguente dopo aver salutato brevemente alcune persone in platea, fra cui Walter Veltroni e l’ex presidente russo e premio Nobel Gorbaciov, Clinton prosegue con un panegirico interminabile sulle qualita’ umane di Sean Penn (!) elogiandolo per il suo impegno a favore dei terremotati di Haiti e tessendo le lodi del sindaco di Chicago Rahm Emanuel, che ha presenziato l’evento;
Rahm Emanuel e’ un ex collaboratore stretto del presidente Obama che lo scorso anno si e’ dimesso dal suo prestigioso incarico per divenire sindaco di Chicago. Durante la manifestazione Emanuel ha rilanciato una brillante iniziativa di Bill Clinton di cui beneficeranno in futuro migliaia di studenti;
We had 14 schools just this morning with Nobel Laureates or organizations all participating in social studies classes about the world, about peace, about social injustice, about making a difference,” said Emanuel.
And we’re going to have a curriculum that stays with the school when this summit wraps up on Wednesday. It will be here for future generations.”
Spesso dietro la parola “pace” e “bene comune”, pero’, si nascondo ben altri significati e intenti.
(Nella foto: Sean Penn e Rahm Emanuel)
Negli Stati Uniti quando si parla di “social studies” si parla di propaganda di sinistra. Questo tipo di studi sono stati avviati negli anni ’60 sulla scia delle lotte per le rivendicazioni sociali e i diritti delle minoranze etniche e delle donne, lotte che andavano certamente fatte, ma che sono state ben presto strumentalizzate dalla propaganda politica di sinistra. Quelli erano anche gli anni della Guerra Fredda e delle infiltrazioni di spie che operavano sotto le mentite spoglie di professori e intellettuali russi negli Stati Uniti. E’ un fatto storico, non fantapolitica. Questi lavorarono molto bene nelle universita’, dove trovavano terreno fertile nei dipartimenti di ‘Social Studies‘. Oggi la situazione non e’ molto cambiata, anche se non abbiamo piu’ le spie russe nelle universita’ (oggi preferiscono lavorare in incognito nei sobborghi ricchi delle province americane: FBI: 10 Russian Spies Arrested in U.S. e 1000′s of Russian spies in U.S., surpassing Cold War record), ma la frittata e’ bella che fatta e i risultati sono evidenti in molti aspetti della vita sociale e politica americana, da Occupy Wall Street all’elezione dello “Zio Obama“.
Al processo di anti-americanizzazione interno e all’importazione del morbo socialista, hanno contribuito poi negli anni (gia’ da fine anni ’40) numerosissimi intellettuali, giornalisti e professori universitari europei.
Questa apparente nobile idea di Emanuel di creare un curriculum ad hoc per i Social Studies che si concentrino sullo studio di tutte le ingiustizie sociali che si commettono nel mondo, e la promessa che questo innovativo curriculum scolastico rimarra’ come un lascito per le future generazioni (di comunisti) “It will be here for future generations“, non e’ altro che l’ennesimo tentativo di allargare il consenso politico e la base elettorale dei futuri votanti. Anche per questo il partito democratico coinvolge e appunta numerose personalita’ dello spettacolo come porta voce.
Il campanello d’allarme e’ suonato da un pezzo, molti intellettuali hanno scritto e continuano a scrivere sulla necessita’ di ripensare completamente il sistema scolastico. Non solamente perche’ alcuni dipartimenti sono diventati feudi consolidati del partito democratico, ma anche perche’ le riforme attuate nell’ultimo decennio, basate su criteri quantitativi e omologanti decretati dal decreto No Child Left Behind, siglato da G.W. Bush e riapprovato da Obama, hanno miseramente fallito lo scopo, che era quello di garantire a tutti i ragazzi, indipendentemente dalle loro inclinazioni e capacita’, lo stesso livello di istruzione. Tanti soldi sono stati (e vengono tutt’ora) buttati in questa direzione e nel frattempo il livello di preparazione si e’ abbassato drammaticamente mentre il tasso di drop outs dai licei e’ aumentato. Il punteggio che obbligatoriamente tutti gli studenti debbono conseguire in Matematica, Scrittura e Lettura, rappresenta un traguardo ambizioso per molti giovani. Le scuole inoltre sono legate a doppio filo alla buona riuscita dei test dei ragazzi: se troppi studenti ricevono voti bassi, la scuola non riceve i fondi statali promessi: tutti vanno in perdita quindi. Meno soldi uguale meno fondi da disporre per i professori e per le attivita’ extra scolastiche ad esempio, come i corsi di recupero. Per essere certi di ricevere questi fondi, le amministrazioni di alcune scuole hanno truccato i risultati degli esami danneggiando in tal modo gli studenti, che arrivano poi nelle universita’ impreparati e con ottime probabilita’ di non terminare gli studi.
Gli Stati Uniti inoltre stanno scendendo sempre piu’ nelle classifiche mondiali che segnalano la bravura degli studenti liceali, anche questo e’ un campanello d’allarme che e’ suonato e sta facendo sempre piu’ rumore. Per concludere, una riforma seria del sistema educativo e’ piu’ che mai urgente, adesso bisognera’ vedere se ci sara’ realmente la volonta’ politica di invertire questo processo decadente e abrogare il No Child Left Behind, come molti invocano, e last but not least, urge ripulire scuole e universita’ da chi fa politica anziche’ educare gli studenti a pensare con la propria testa.


