Feeds:
Articoli
Commenti
Published on Feb 10, 2017
Video Articolo di Riccardo Cascioli ,  La Bussola Quotidiana
download

E’ lecito per un Paese scegliere gli immigrati da accogliere? Sì, lo è. Anche se questa riposta oggi scandalizza il mondo occidentale. Ma lo scandalo nasce da una stortura di giudizio alla base: scegliere, differenziare dunque regolare l’immigrazione non è un atto motivato da razzismo e di odio religioso, al contrario, è una decisione che ha a che fare con il bene comune. Viceversa, accogliere tutti, indistintamente, è un atteggiamento privo di realismo che porta a risultati dannosi per chi accoglie e per chi è accolto. A dirlo è il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero. (…) Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni…”. Perciò, attenzione a non confondere il cristianesimo, con l’ideologia dell’accoglienza a tutti i costi che finisce per far più vittime che superstiti.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=MiEZBmvSSss

di Marco Tosatti0 2-03-2017

Laurent Dandrieu, capo redattore delle pagine culturali di “Valeurs actuelles” ha scritto un libro difficile e polemico. L’ha scritto da cristiano e da cattolico, e già dal titolo: “Chiesa e immigrazione. Il grande malessere. Il papa e il suicidio della civiltà europea” si capisce che non intende usare i guanti di velluto. Ma l’ha fatto per aprire un dibattito serrato all’interno del mondo cattolico “su un soggetto essenziale ma troppo spesso occultato da una falsa concezione dell’obbedienza e della lealtà”.

Perché vuole evitare una possibilità reale: “Che non si possa dire che il giorno in cui gli europei avranno voluto salvare il loro continente dal suicidio abbiano trovato sul loro cammino un ostacolo insormontabile: la Chiesa cattolica”. Non solo quella, in verità, perché non poche delle storiche confessioni protestanti, per quanto in via di progressiva sparizione, da un punto di vista numerico, sono spesso sulla stessa lunghezza d’onda. Ma Dandrieu è cattolico e giustamente gli interessa la Chiesa di Roma; e pensa, e cerca di dimostrarlo con questo libro, a cui auguriamo una traduzione italiana, perché ovviamente l’argomento riguarda anche noi, e forse più di altri, che “questo universalismo che spinge l’amore dell’Altro fino al disprezzo dei propri, non è più conforme al vero spirito cattolico di quanto non lo sia alla natura umana”.

Non ci sono dubbi sul fatto che il Pontefice regnante abbia premuto, e tenga il piede premuto, sull’acceleratore dell’immigrazionismo, fino a che il tema ha assunto un tono ossessivo, nella sua predicazione. Tanto da far titolare così un capitolo: “Da Lepanto a Lesbo, la Chiesa in un’idolatria dell’accoglienza?”. Lepanto, ovviamente, è il ricordo della battaglia navale che fermò l’espansione ottomana e musulmana verso Occidente, evitando, insieme alla battagli di Vienna, che oggi ci rivolgiamo tutti alla Mecca, nelle nostre preghiere. Lesbo, invece, ricorda la visita compiuta dal Papa ai campi di immigranti.

Dandrieu afferma che è naturalmente più facile seguire le emozioni e situarsi nel campo di chi propugna la generosità senza condizioni. Ma vede, e denuncia, tutta una serie di menzogne e di ipocrisie, e scrive “che il discorso di un papa, quando tocca questioni così eminentemente politiche, non può senza una certa malafede fingere di tenersi a una dimensione puramente umanitaria e caritativa”, come se non ci fossero ricadute di tipo politico; e che questo appello “non può essere percepito dagli europei come una condanna almeno implicita, e spesso esplicita, di coloro che vogliono lottare, in nome della sopravvivenza dell’Europa, contro questa invasione migratoria”.

Dandrieu sottolinea che è irresponsabile fingere di credere che con un po’ di buona volontà si riuscirà a integrare nelle società europee un afflusso senza precedenti di migranti dalla cultura e religione diversa, quando “la realtà prova ogni giorno di più che abbiamo fallito nell’integrare le ondate precedenti di immigrazione”. Non ci si deve stupire allora che cresca l’incomprensione da vari mesi fra una gerarchia ecclesiale che sembra…abbandonata alla sola logica dell’accoglienza” e i fedeli a cui questa posizione spesso non sembra all’altezza della complessità del caso.

Un malessere crescente, secondo l’autore, fra una Chiesa che sembra affrontare il problema solo dal punto di vista dei migranti e i cattolici europei choccati dal fatto che la loro Chiesa, per una forma di preferenza per i lontani a scapito dei vicini, si disinteressi della loro sorte e di quella dei loro figli”.

Dandrieu rimprovera al Pontefice in questo senso “il ricorso a una retorica dell’emozione simile a quella di cui fa uso e abuso il sistema mediatico al servizio del pensiero dominante per meglio neutralizzare il pensiero critico”. Ma in particolare fa notare che nel discorso giustissimo di difesa dei popoli e delle culture indigene dell’America, dell’Asia e dell’Africa mancano gli europei “che con il ritardo ahimè sovente caratteristico delle analisi storiche della Chiesa, e la sua specificità sudamericana, sembra ancora considerare come popoli dominanti e oppressori”.

E’ la “strana islamofilia della Chiesa” che fra le altre cose preoccupa l’autore a cui sembra che troppi nella Chiesa non vedano il pericolo di un’invasione araba e musulmana che metterebbe in pericolo quel miracolo venuto da Atene e da Roma, e che è stato seminato fino a Parigi per far sbocciare la civiltà più irraggiante che la terra abbia conosciuto”. Ricorda che nell’insegnamento e nell’esperienza della Chiesa accoglienza, e difesa della Patria e dei valori dei popoli si sono sempre equilibrati, grazie alla saggezza e alla lungimiranza dei Pontefici: “La politica della Chiesa in materia di immigrazione non è sopportabile, perché mette i Paesi d’Europa in grave pericolo di essere sommersi e di perdita della loro identità culturale e religiosa”; e a partire da Tommaso d’Aquino, per giungere fino a S. Giovanni Paolo II è in contrasto con la tradizione del pensiero cattolico.

Un capitolo molto interessante è dedicato alla possibilità o meno di non essere d’accordo con il Pontefice e su quali argomenti, e in base alla loro formulazione. Fermo restando che l’infallibilità pontificia è limitata a un settore ben preciso, e tenendo presente che per un cattolico comunque sono dovuti al papa attenzione e rispetto, Dandrieu sottolinea che non poche volte decisioni e prese di posizione politiche dei pontefici si sono rivelate sbagliate, anche a scapito dei cattolici dei Paesi coinvolti. E che quindi anche in questo caso ci si può trovare di fronte a un errore di valutazione storica. Non solo per il continente: l’ultimo capitolo di questo libro si intitola: “Suicidio dell’Europa, suicidio della Chiesa: come il cattolicesimo si taglia via dalle popolazioni europee”.

Articolo originale: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-malessere-per-una-chiesa-che-idolatra-l-accoglienza-19106.htm

Tratto dalla pagina You Tube “Stockholm Syndrome” di Pelle Neroth Taylor

51d8t5fse0l

Make no mistake. Sweden is becoming another country. Muslim, Middle Eastern, different.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=AVHPcfK_z-w

The people pushing this are the political, religious, business, advertising, civil service and – above all – media elites. They are all on the same page and their immigration project is as ideological and – and, this documentary argues, wrong-headed and devastating – as Communism or neoliberalism. They are doing it to live up to Sweden’s reputation as the “most progressive country in the world” and even academic research has to conform to immigrationist ideology.

There is an inbuilt contradiction in this project. In a bid to be “open”, “multicultural”, “progressive”, gay friendly Sweden is importing people from the most conservative and gay-hostile countries in the world. How will this contradiction play out?

Critics of the project are ostracised in their social circles or fired from their jobs. But most people acquiesce. In numerous interviews, a British journalist and expert on Sweden find the weak resistance to the changes to Sweden’s history of a strong state and strong central control, with little tradition of popular protest.

Fully subtitled version (both of Swedish and English dialogue) of same film available here https://www.youtube.com/watch?v=Ulk4L…

It will take another generation before this project is completed. From a docile, peaceful, hard-working, extremely trusting and honest, maybe slightly boring, place to an edgier society beset by violence and ethnic conflict and new social values.

Read book on which documentary is based for immediate download here
http://amzn.to/2bkQB4i

VIDEO: DAVID HOROWITZ TALKS TRUMP’S ‘BIG AGENDA’ ON C-SPAN

New York, 26 Febbraio 2017

 

Sabato 25 febbraio si e’ conclusa presso il Gaylord National Resort & Convention Center di Oxon Hill, Maryland, l’annuale conferenza del movimento dei conservatori americani; la  Conservative Political Action Conference (CPAC) un seminario di quattro giorni cui partecipano i maggiori interlocutori e attivisti conservatori della nazione.

cpac-2017

 

Fondata dall’ ACU (American Conservative Union http://acufoundation.conservative.org/) allo scopo di informare gli elettori, gli opinion leaders e i rappresentanti istituzionali sul clima politico e le battaglie culturali in atto nel paese e fornire gli strumenti (Activism Boot Camp) per contrattacare l’avanzata dell’ideologia progressista che sta disgregando i valori fondanti della nazione, la CPAC continua ad essere un punto di riferimento importante per il movimento conservatore.

Questa edizione e’ stata caratterizzata dallal GIOIA, gioia per il cambiamento appena inizato in America con l’elezione di Trump, il primo presidente anti – establishment, puramente conservatore, ovvero sostenitore di quei valori costituzionali non negoziabili che hanno reso grande e prospero questo paese, da cui deriva il concetto di “eccezionalismo” americano.

Quali sono questi principi costituzionali?

Che la vita e’ un dono di Dio, siamo stati creati uguali e con gli stessi diritti; primo fra tutti quello di “vivere” e ricercare la propria felicita’.

Che il governo altro non e’ se non una struttura creata per sostenere ogni cttadino a ragguingere questo scopo. Se un governo lede questa fondamentale liberta’ che e’ principio fondante del vivere comune, i cittadini hanno il diritto di cambiare l’establishemnt governativo, democraticamente tramite elezioni, ma anche con la forza qualora fosse necessario.

 – We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness. — That to secure these rights, Governments are instituted among Men, deriving their just powers from the consent of the governed, — That whenever any Form of Government becomes destructive of these ends, it is the Right of the People to alter or to abolish it, and to institute new Government, laying its foundation on such principles and organizing its powers in such form, as to them shall seem most likely to effect their Safety and Happiness. Prudence, indeed, will dictate that Governments long established should not be changed for light and transient causes; and accordingly all experience hath shewn that mankind are more disposed to suffer, while evils are sufferable than to right themselves by abolishing the forms to which they are accustomed. But when a long train of abuses and usurpations, pursuing invariably the same Object evinces a design to reduce them under absolute Despotism, it is their right, it is their duty, to throw off such Government, and to provide new Guards for their future security. —

Dopo otto anni di governo “Democratico” in cui abbiamo assistito al continuo picconamento di questo principio e del corollario di implicazioni nefaste che ne e’ conseguito (l’imposizione dell’ideologia omosessuale; l’attacco alla liberta’ religiosa etc) finalmente si e’ tornato a chiamare male cioe’ che e’ male e bene cio’ che e’ bene: “Il vostro parlare sia SI, SI e NO, NO“, cito dal Vangelo, il resto e’ del demonio.

Ebbene, oggi si respira un’aria nuova, un’aria primaverile in America. Mi auguro che si continui a passo deciso non ostante l’ostruzionismo di politici di sinistra e dei collusi nel partito Repubblicano (di cui sono ben noti nomi e cognomi) non ostante “nani, ballerine” e poteri mediatiti e finanziari.

Folta la partecipazione di giovanissimi; speranza e seme di un futuro migliore

volunteer-badge-final-81817

Questa la prestigiosa line up dell’edizione 2017: http://cpac.conservative.org/speakers/

Ne cito alcuni:

Il presidente Donald Trump, frequentatore del CPAC gia’ da anni. Basterebbe rivedere il suo intervento all’edizione del 2015 per avere conferma della sua coerenza di pensiero e di azione.

Il vice presidente Mike Pence; il senatore del Texas Ted Cruz; il governatore del Winsconsin Scott WalkerStephen Bannon (editore di Breitbard News http://www.breitbart.com/); l’ambasciatore John Bolton (gia’ ambasciatore all’ONU e sostenitore del taglio ai fondi dell’oganismo sovranazionale);

Nigel Farage, fondatore del partito UKIP e del movimento pro Brexit, ex parlamentare europeo. Di seguito il suo fantastico intervento in cui parla del risveglio conservatore in atto in Europa e il rigetto delle strutture sovranazionali che la comandano. Accusa Angela Merkel di avere reso l’Europa meno sicura (coro di buuuu dalla platea) e cita anche l’Italia:”….PENSATE , PROBABILMENTE ANCHE L’ITALIA ANDRA’ A VOTARE IL PROSSIMO ANNO!”. In effetti siamo una barzelletta! Un popolo esautorato quasi completamente dal processo politico; ascoltiamo l’intervento di Nigel Farage:

https://www.youtube.com/watch?v=ayXYqH1LaBo

Il dott. M. Zuhdi Jasser presidente e fondatore dell’ American Islamic Forum for Democracy (AIFD) https://aifdemocracy.org/, un think tank che si dedica d informare e suggerire policy per contrastare la minaccia del terrorismo islamco;

Mark Levine, influente commentatore radiofonico e araldo del conservatorismo http://cpac.conservative.org/speakers/mark-levin/;

Clare M. Lopez ex vice presidente del centro di ricerca e analisi presso il Center for Security Policy che ha fornito una spiegazione chiara su come elementi della Fratellanza Musulmana influenzino esponenti del partito Democratico http://cpac.conservative.org/speakers/clare-lopez/;

Infine, il neozelandese Trevor Loudon, blogger e attivista conservatore direttore del eccellente libro e documentario “The Enemies Within: Communists, Socialists and Progressives in the U.S. Congresshttps://www.amazon.com/ENEMIES-WITHIN-Communists-Socialists-Progressives/dp/1490575170/ref=pd_sbs_14_t_0?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=QHQ0KQXDE9C6H3X5RNVX  cui dedichero’ il prossimo articolo.

Tutti gli interventi quihttps://www.youtube.com/watch?v=Ww5Vzb1Y5TQ

51o3llxoz-l-_sy344_bo1204203200_

La vittoria di Donald Trump nel 2016 rappresenta molto piu’ di uno sconvolgimento politico. Ha segnato l’inizio di una rivoluzione politica, sociale ed economica che cambiera’ l’America e il mondo.

Con un Parlamento e un Senato saldamente nelle mani dei Repubblicani, che pure lo avevano osteggiato durante la sua scalata, e con la Corte Suprema le cui nomine riequilibreranno l’asset verso i conservatori, il presidente Trump avra’ pieni poteri e una influenza maggiore di quella avuta da Ronald Regan (di cui il neoeletto viene considerato erede per eccellenza). Trump avra’ concretamente la possibilita’ di dare nuova forma e indirizzo alla politica americana degli ultimi 16 anni (e ancora piu’ indietro se consideriamo la presienza Clinton sotto la quale e’ iniziato lo sfacelo della delocalizzazione selvaggia in Cina e della finanza allegra).

Horowitz sottolinea che il cambiamento non deve essere fatto solo a livello di policy, ma a livello ideologico, perche’ e’ a causa della ideologia abbracciata da democratici e parte di republiccani se sono state attuate policy contrarie ai principi della Costituzione.

Trump questo lo sa molto bene e dalla sua ci sono ottimi consiglieri a indicargli la via da percorrere a testa bassa e con decisione perche’…

NON C’E’ TEMPO DA PERDERE (PERCHE’ SE NE E’ PERSO GIA’ TROPPO)

E Trump si e’ messo all’opera ben prima di essere ufficialmente incardinato alla Casa Bianca.

Cito alcuni colpi riusciti: 

  • il colosso della distribuione ALI BABA sta gia’ investendo in America con una partnership che favorira’ le piccole e medie imprese nell’export dei loro prodotto in Cina
  • La promessa di FIAT-CHRYSLER di investire in Michigan
  • FORD non aprira’ un nuovo impianato in Messico e terra’ aperto quello che ha in Kentucky
  • L’estradizione di El Chapo – trafficante di droga del cartello messicano – a NY la sera prima della cerimonia di inaugurazione di Trump
  • La firma dell ordine esecutivo che autorizza le agenzie federali a congelare gli oneri dovuti all’Affordable Care Act. Le conseguenze si vedranno sul lungo periodo, ma e’ un primo passo per frenare il monopolio delle assicurazioni e le ingerenze statali in materia di sanita’ privata. Forse molti non sanno che Obamacare obbligava i non assicurati dal datore di lavoro a comprare una polizza sanitaria “individuale” dallo Stato. Anche chi era sotto occupato e quindi con basso reddito era costretto a provvedere, pena il pagamento di una multa: la “individual mandate penalty” per se e tutti i membri della sua famiglia (!) [ vedi foto ]

img_20170120_205001

If you can afford health insurance but choose not to buy it, you must pay a fee called the individual shared responsibility payment. (The fee is sometimes called the “penalty,” “fine,” or “individual mandate.”) …

The fee for not having health insurance in 2016 & 2017

The fee is calculated 2 different ways – as a percentage of your household income, and per person. You’ll pay whichever is higher.

Percentage of income

  • 2.5% of household income
  • Maximum: Total yearly premium for the national average price of a Bronze plan sold through the Marketplace

Per person

  • $695 per adult
  • $347.50 per child under 18
  • Maximum: $2,085

(leggi: If you don’t have health insurance: How much you’ll pay)

Horowitz, uno dei commentatori dell’ala conservattrice piu’ noti e rispettati in America e mentore di diversi consulenti di Donald Trump’s key, ci presenta nel suo libro un piano di battaglia per contrattaccare ed arrestare il piano dei “democratici” di smantellare i valori radicati nella Costituzione e nello spirito americani.

Big Agenda e’ quindi una guida per capire cosa ci aspetta nei prossimi 4 anni.

Horowitz scrive:

One battle is over, but there are many more to come. This book is a guide to fighting the opponents of the conservative restoration. It identifies who the adversaries are – their methods and their motivations. And it lays out a strategy that can defeat them.”

Avanti tutta 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: