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New York – Giugno 2018

Premessa: questo articolo di Massimo Introvigne risale a qualche anno fa ma vale la pena rileggerlo e vedere se l’attenzione su questa iniziativa rimarra’ in piedi dal momento che uno dei suoi fondatori e promotori, Larry Harvey, e’ deceduto lo scorso aprile 2018

Lee Harvey

Larry Harvey in Nevada

Occulto, occulto non piu’ cosi occulto…

 Sesso, droga e new age. I poteri forti sono a nudo

di Massimo Introvigne

Qualche giorno fa il New York Times ha rivelato che si sono trovati, e hanno scambiato qualche idea su come governare il mondo, i due fondatori e padroni di Google, Larry Page e Sergey Brin, e i loro omologhi di Facebook, Mark Zuckerberg, e di Amazon, Jeff Bezos, più altri imprenditori di primissimo piano più bravi di loro a non far sapere che erano alla riunione. Ma già i nomi emersi sono sufficienti. Immaginate di avere espresso qualche idea, ma che Page e Brin facciano sì che nessuno vi trovi con una ricerca Google, Zuckerberg vi cacci da Facebook e Bezos elimini i vostri libri dal catalogo universale di Amazon. È come essere morti, o forse peggio, perché ci sono tanti morti le cui idee continuano a circolare. Dite che vi resterebbe Twitter? Sembra che anche i padroni di Twitter fossero all’appuntamento, anche se non lo si può dimostrare con certezza.

Ma – vi chiederete – a che serve l’ennesimo articolo sul Bilderberg, sulla Commissione Trilaterale, sul Forum di Davos o sulle logge coperte della massoneria? A parte le ultime – che, a credere a un acido editoriale del direttore dimissionato del «Corriere della Sera» Ferruccio de Bortoli, di cui tanto si parla in questi giorni, si occuperebbero principalmente di bastonare chi parla male di Renzi – delle altre organizzazioni si è scritto di tutto e di più. Infatti questo articolo non parla del Bilderberg e di altre consorterie consimili, e la notizia è che non ne parlano più molto neanche i vari Zuckerberg e Page, cioè i veri potenti del XXI secolo. No, alla fine del mese scorso e all’inizio di questo i potentissimi signori di Internet si sono ritrovati in un deserto americano in mezzo a cinquantamila hippie maleodoranti e mezzi nudi. Ma non era, si chiederà ancora il lettore, che gli hippie non esistono più? Sì e no. Ci sono ancora ex-hippie nostalgici della loro giovinezza e ragazzotti conquistati dalle mode retro.

 

Tutti si trovano da diversi anni nel deserto del Nevada, tra fine agosto e inizio settembre, per qualcosa che si chiama Burning Man Festival, Festival dell’Uomo che Brucia. Il festival è nato nel 1986 su una spiaggia di San Francisco, ma nel 1990 si è trasferito nel deserto di Black Rock, nel Nevada, una zona dove la temperatura sale a cinquanta gradi e talmente isolata che non funzionano né Internet né i cellulari. Al primo festival del 1986 parteciparono dodici persone. Sono poi salite a settantamila, fino a che le autorità del Nevada per ragioni di ordine pubblico hanno deciso di limitare il numero a cinquantamila, anche se sembra che il limite non sia di fatto rispettato. Di che si tratta? Sul Festival dell’Uomo che Brucia sono stati ormai pubblicati diversi studi accademici, che hanno insistito sulle sue due radici. La prima è il movimento delle «zone temporaneamente autonome» (Taz, Temporary autonomous zones), lanciato dal poeta anarchico americano Hakim Bey, pseudonimo di Peter Lamborn Wilson, nato nel 1945. Wilson, o se preferite Bey, propugnava la creazione di spazi – destinati a durare per qualche giorno o settimana – in cui non vi fossero leggi e non potesse entrare la polizia, dove ciascuno potesse fare letteralmente tutto quello che gli passava per la testa. Secondo l’ideologia anarchica, in queste zone tutto sarebbe andato per il meglio e le persone si sarebbero regolate da sole in modo allegro e felice.

Wilson è un uomo colto ed è uno dei maggiori studiosi americani di Gabriele D’Annunzio (1863-1938): sostiene che lo Stato Libero di Fiume guidato dal poeta italiano nel 1920 è stata la prima Taz, e fa notare che la sua costituzione è stata la prima al mondo a legalizzare l’omosessualità, il nudismo e l’uso delle droghe. Il problema è che Wilson propugna per le Taz non solo la libera omosessualità ma anche la libera pedofilia. La sua collaborazione con la Nambla (North American Man/Boy Love Association), la maggiore associazione americana che promuove la libertà di pedofilia, lo ha reso una figura controversa anche negli ambienti anarchici: sì, anche il medio anarchico qualche volta scopre di avere una coscienza. Wilson – ma soprattutto i suoi seguaci – hanno risposto con una svolta «mistica», criticata dagli anarchici più «politici», definendo sempre di più le Taz come zone dove gran parte della giornata è dedicata alla meditazione e ai rituali di tipo New Age e neo-pagano, ovvero ispirati alle popolazioni native americane. Questi rituali – la seconda radice del Burning Man – dovrebbero rendere tutti più tranquilli e più buoni, ed evitare derive sgradevoli specie nel settore delicato della pedofilia.

L’idea delle Taz con condimento «mistico» e New Age è stata rilanciata con grande successo da Larry Harvey, l’artista di San Francisco che ha inventato il Burning Man Festival. Harvey ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici artisti in maggioranza non omosessuali, ma fin dall’inizio ha cercato l’alleanza con la comunità omosessuale che aveva, ha affermato, «più soldi, più droga e più persone ricche interessate a collezionare arte moderna». Il favoloso successo dell’Uomo che Brucia è nato dal talento organizzativo di Harvey ma anche dalla crisi di altre iniziative dell’area hippie e New Age, considerate invecchiate e desuete e cui il Burning Man ha offerto un’iniziativa che sembra nuova, alla moda, «cool» e frequentata da artisti di grido e talora anche dotati di effettivo talento. Come dice il nome, il centro del Burning Man Festival è un grande fantoccio che rappresenta un uomo – anzi, «l’Uomo» – cui è dato ritualmente fuoco. Intorno a questo evento centrale si organizzano rituali, momenti di meditazione, incendi di altre strutture e anche opere d’arte prodotte apposta per essere bruciate.

 

È una settimana di vita alternativa, da Taz appunto, che ricorda vagamente Woodstock e altri concerti e raduni hippie degli anni 1960. Ci sono la droga che scorre a fiumi, la nudità e accoppiamenti di tutti i generi: ma saggiamente Harvey, conoscendo le derive pedofile del movimento Taz, vieta o almeno sconsiglia fortemente la presenza di bambini. C’è la possibilità di sperimentare una società anarchica o, se si vuole, perfettamente comunista dove non c’è proprietà privata – non si può vendere nulla, solo donare o scambiare, e non ci sono case, si dorme nel deserto o nella tenda che ognuno è riuscito a portarsi in uno zaino -, non c’è famiglia – lo spirito del festival favorisce piuttosto gli accoppiamenti effimeri e liberi, in tutte le direzioni – e non c’è religione, perché comunque la si pensi tocca partecipare ai rituali più svariati, anche contraddittori tra loro.

Abolite la religione, la famiglia e la proprietà si è pronti per assorbire un vero e proprio bombardamento di ideologia relativista.

Come spiega Harvey, l’Uomo che Brucia insegna la filosofia «postmoderna» che sembra complicatissima ma in fondo è molto semplice: non ci sono verità, ma solo esperienze, le dottrine dividono, i rituali uniscono purché non trasmettano una dottrina, ma solo l’idea secondo cui tutte le credenze sono di ugual valore.

L’Uomo – l’uomo maschio, il padre, che comunque merita di bruciare un po’ di più della donna o dell’omosessuale – scompare nel fuoco ogni anno per ricordare a tutti che nessuna identità è permanente né dura nel tempo. Una delle più belle costruzioni del festival è il Tempio, realizzato da scultori e architetti di notevoli capacità  – per chi apprezza il genere – e ogni anno dedicato a una diversa religione, spesso inventata o fantastica. Ebbene: per bello che sia, anche il tempio brucia, perché la presunta verità non dura più di una settimana, la religione che è vera quest’anno sarà falsa l’anno prossimo. Ma niente paura: ci sarà un altro tempio più grande e più bello, poi daremo fuoco anche a quello, e così via all’infinito. Forse i nuovi hippie non conoscono Friedrich Engels, il cofondatore con Karl Marx del Partito Comunista, ma il Burning Man mette in scena il suo motto: «tutto quello che esiste merita di morire».

Tutto questo, per chi lo guardi da fuori, ha un nome: dittatura del relativismo, e all’ennesima potenza. Il cardinale Ratzinger, ribadendo la condanna cattolica della massoneria, spiegava che le logge non hanno nemmeno bisogno d’insegnare il relativismo a parole: per trasmetterlo, basta «la forza del rituale». Pensiamo a quanto più forte è il rituale dell’Uomo che Brucia, proposto a persone già poste in uno stato alterato di coscienza e di eccitazione dal caldo del deserto, dalla droga, dagli eccessi sessuali. Due generazioni fa, i poteri forti si ritrovavano nelle logge massoniche più tradizionali. L’avvocato Giovanni Agnelli spiegò, esagerando, che in loggia rischiava ormai d’incontrare il suo barbiere, e la sua generazione preferiva i vari Bilderberg. Oggi i padroni di Google, di Facebook, di Amazon, che esercitano un controllo sulle nostre vite infinitamente più capillare dei “padroni delle ferriere” di un tempo, si ritrovano all’Uomo che Brucia.

Il New York Times ci svela che c’è il trucco: i vip non si mescolano davvero con gli hippie o ex hippie, i quali non si lavano, sudano ed emanano cattivo odore – per non parlare del fatto, svelato da qualche giornalista curioso che è andato a vedere di persona, che non tutto al Burning Man è pace e amore, si moltiplicano le violenze carnali, le overdose e anche i suicidi. No, i padroni del mondo vanno dall’Uomo che Brucia in aereo privato, e lì dormono in tende di lusso con aria condizionata, camerieri e cuochi stellati. Pagano 25.000 dollari, non il normale biglietto d’ingresso di trecento, anche se dentro le tende trovano le più belle modelle, e modelli, con i tempi che corrono, di New York che, vedi caso, il biglietto a quattro zeri non lo hanno pagato. Ma ci sono tanti modi per pagare. Però – lasciamo al New York Times la responsabilità di queste affermazioni – si dice che la droga corra anche nelle tende di superlusso, e certamente i signori di Internet partecipano con entusiasmo ai roghi delle statue e dei templi e manifestano il loro assenso all’ideologia del Burning Man. Che chi comanda davvero sia passato dalle atmosfere ovattate delle logge e dei Bilderberg al carnaio di corpi nudi, drogati e non troppo puliti dell’Uomo che Brucia ci fa capire tante cose su quello che sta succedendo nel mondo: e sul futuro che questi signori vogliono prepararci.

Fine? Speriamo bene mi verrebbe da dire…
Curiosita’: David Bowie era un affezionato frequentatore del festival, secondo alcuni le sue ceneri sarebbero state sparse durante la cerimonia del falo’ se non addirittura conservate nel tempio pagano  presente su sito.
Se vi interessa il tema e desiderate approfondire vi consiglio il film: “The Wicker Man” con Nicolas Cage (notate il Burning Man sulla locandina!)
The Wicker Man, 2006

The Wicker Man, 2006

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Premessa: l’idea di nazione

Dal podcast di Historycast: “l’invenzione della nazione: storia di un’idea sempre attuale“.

Eroi risorgimentali studiati a scuola, poeti, condottieri, scrittorei, erano tutti massoni: carducci etc

Tutti pazzi per Giuseppe Garibaldi (?)

Il 20 settembre del 2011 Firenze ha festeggiato i 150 anni della Breccia di Porta Pia e della designazione di Roma Capitale. Assieme all’Eroe dei Due Mondi sono stati commemorati i numerosi studenti fiorentini, pisani e livornesi che presero parte alla spedizione nel nome di quegli ideali risorgimentali con cui si voleva portare l’Italia avanti nella “modernita’ sotto il segno dell’unita’ nazionale e dello spirito illuminista e laico“, per dirla con le parole di un altro personaggio commemorato, Ernesto Nathan:

… per la breccia di Porta Pia, entrò nella città eterna il pensiero civile ed umano, la libertà di coscienza, abbattendo per sempre, muraglia di una Bastiglia morale, il potere temporale dei papi… Quella data… da nazionale diviene, nel suo alto significato filosofico, universale, e come tale la festa del popolo per i popoli”.

Gli ideali risorgimentali devono far riflettere quindi su quel grande progetto rimasto incompleto, cioe’ sull’ideale di stato e di unita’ che l’Italia non e’ stato ancora pienamente raggiunto e che si dovrebbe ottenere anche, affermava Alberto Scarlino, segretario del Circolo Culturale Piero Gobetti, attraverso una “certa educazione da diffondere e sulla rifondazione della scuola” (come suggeri’ un altro eroe nazionale: Antonio Gramsci) e come soleva dire lo stesso Nathan:

Le scuole statali, come sosteneva il coraggioso sindaco, hanno il compito: “d’insegnare per sviluppare l’intelletto, d’educare per sviluppare il cuore, addestrando all’esercizio della virtù quale dovere civile. Quindi insegnamento laico fondato su educazione morale”.

“Più scuole e meno chiese” -ripeteva Nathan- che a conclusione del suo mandato poteva affermare con orgoglio: “Là dove in passato necessitava ricorrere alle scuole confessionali, oggi il Comune ha reso la deleteria loro opera inutile”.

Alla commemorazione erano presenti anche esponenti della chiesa protestante Valdese e dell’Unione

Il video integrale della manifestazione e’ disponibile nel link seguente: Manifestazione in occasione dell’anniversario della Breccia di Porta Pia

Circa un anno prima, il 26 ottobre del 2010, nel giorno del centocinquantesimo anniversario dell’incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, presso la Sala della Lupa di Montecitorio si e’ tenuto un altro evento commemorativo presieduto da Gianfranco Fini, allora presidente della Camera, per “Difendere e rilanciare il valore dell’unita’ nazionale”.

Il mito di Garibaldi – ha ricordato Fini – coincide per molti aspetti con il mito stesso del Risorgimento, quel mito che siamo oggi chiamati, nell’imminenza del centocinquantenario, a rinnovare. A rinnovarlo certo nel ricordo – ha sottolineato il presidente della Camera – ma a rinnovarlo anche e soprattutto nella coesione nazionale, che rappresenta uno dei beni più preziosi e intangibili dell’Italia di oggi e ci aiuta ad avere maggiore consapevolezza di cosa significhi essere italiani oggi”.

Fini ha ricordato Garibaldi come “il grande eroe popolare del Risorgimento, ma anche come “l’icona più intensa che ha veicolato quella grande stagione della nostra storia nell’immaginario degli italiani e che ha attirato consensi e simpatie anche nell’opinione pubblica di altri Paesi europei, in particolare Francia e Gran Bretagna”.

L’incontro di Teano, ha aggiunto Fini, “simboleggia il momento dell’unificazione politica tra l’Italia meridionale, appena liberata da Garibaldi, e l’Italia centrosettentrionale, che nell’anno precedente, attraverso i plebisciti e a seguito del vittorioso esito della seconda guerra d’indipendenza, s’era riunita al Regno di Sardegna”. “E’ dovere delle istituzioni – ha concluso Fini – impegnarsi per rafforzare nel nostro popolo il senso di appartenenza ad una ‘comunità di destino’, sentirsi nazione nel senso di Joseph Ernest Renan, in un plebiscito che si rinnova ogni giorno. Un obiettivo che può e deve essere raggiunto”.

Durante l’evento e’ stato presentato il volume “Giuseppe Garibaldi: due secoli di interpretazioni, che contiene un contributo su un’ altra figura di spicco risorgimentale – Ernesto Nathan, colto e raffinato massone che svolse la carica di sindaco di Roma dal 1907 al 1913 – curato dal Gran Maestro del  Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi. (bollettino d’informazione del Grande Oriente d’Italia: Erasmo – Anno XI – Numero 19 del 15 novembre 2010)

Chi era Ernesto Nathan?

Ce ne ha parlato Maria Mantello in un contributo postato su Radio Radicale;

L’amministrazione popolare ha indicato il punto di partenza, il metodo; ad altri continuare per quella via, affaticarsi a risolverlo, per il bene di Roma e dell’Italia”. Ernesto Nathan (foto)

Per Ernesto Nathan lo sviluppo dell’individuo nella libertà e nella giustizia è il fine. La pubblica amministrazione è il mezzo per perseguirlo e realizzarlo. In coerenza con queste prospettive, egli ha costruito e sviluppato la sua rigorosa azione politica, rivolgendo l’attenzione soprattutto a quei gruppi sociali da sempre soggiogati dall’ignoranza e dalla miseria.

Bisognava liberare le menti da dogmi e superstizioni educandole a pensare con la propria testa. Bisognava abituare all’esercizio dell’autonomia morale e alla gestione della libertà di scelta. Bisognava educare, insomma, all’etica laica della responsabilità, dove l’azione ha valore in se stessa e per le conseguenze individuali e sociali che implica.

Le basi della sua etica laica

Ebraismo, mazzinianesimo e massoneria, sono le tre nobili componenti intellettuali che interagiscono nella sua formazione e nel suo impegno politico.

Egli nasce a Londra il 5 ottobre 1845. I genitori, Sara Levi e Meyer Moses, sono entrambi ebrei. E dall’ebraismo apprende, fin da bambino, il dovere dell’impegno individuale a “costruire il paradiso sulla terra”. Nathan, come noto, fino agli ultimi anni della sua vita, si è dedicato a raccogliere e diffondere gli scritti di Mazzini. Il pensiero del Maestro egli lo aveva “respirato” già in famiglia; ma lo studio e l’approfondimento sistematico avviene particolarmente quando, nel 1871, è lo stesso Mazzini ad inviarlo a Roma perché curi la “Roma del popolo”.

“La riforma intuita e voluta da Mazzini –scrive Nathan in questi anni- investe tutta la sostanza della vita individuale, nazionale, umana; … Egli volle bandire una nuova fede, una religione civile che fosse norma di vita ai popoli; e nella nuova credenza, illuminata da coscienza e scienza, fondere il presente con l’avvenire

La consapevolezza di migliorare se stessi e la società trova ulteriore linfa nell’incontro con la Massoneria, che aveva prodotto i grandi ideali di “libertà”, “uguaglianza”, “fratellanza”, base della rivoluzione americana* e di quella francese.

*FALSO vedi mio post

Nell’800, quegli ideali chiamano alla realizzazione di Nazioni libere sempre più improntate alla democrazia e alla giustizia sociale. La Massoneria rappresenta, allora, il naturale punto di riferimento progressista del Risorgimento contro i potentati della “sacramentata” alleanza trono-altare. Pertanto, la Chiesa cattolica, quando dovrà fare i conti con l’irreversibile perdita del suo potere temporale, addita la Massoneria come la responsabile massima della sua crisi, dichiarandosi vittima delle trame giudaico-massoniche, che affermano le “aberranti” idee del socialismo e propugnano la libertà di pensiero contro i dogmi cattolici. E’ particolarmente Civiltà Cattolica, la rivista dei Gesuiti, a gridare al complotto definendo la Massoneria: “Sinagoga di Satana”.

INSERIRE INNO ‘NOI VOGLIAMO DIO’

L’incontro con la Massoneria è per lui la sintesi di quell’educazione alla fratellanza universale, appresa dalla cultura ebraica ed alimentatisi nell’insegnamento mazziniano.

La Massoneria – dice Nathan- il 21 aprile 1901 all’inaugurazione di palazzo Giustiniani- …vive e fiorisce per essersi di volta in volta tuffata nell’acqua lustrale del progresso, assimilando ogni nuova fase di civiltà, il più delle volte divenendone banditrice… Siamo noi, che in nome di quel principio di fratellanza, abbiamo iniziato, spinto innanzi il movimento per la pace e l’arbitrato… Siamo il germe dei vagheggiati Stati Uniti d’Europa.”

Dal 1907 e il 1913, finalmente, è Sindaco della Capitale

Nathan fa tremare il mondo affaristico clerico – nobiliare, che lucra grazie all’intreccio tra capitale finanziario e patrimonio fondiario, nell’immobilismo di una Roma della Rendita, dove le masse popolari sono tenute nell’alfabetismo e nella miseria.

DON BOSCO

Quello “straniero” che aveva abitato a Londra, a Parigi, a Lugano, era forse troppo scomodo per rettitudine morale e visione europeista.

Nel suo discorso programmatico del 2 dicembre 1907, all’atto dell’insediamento nella sua carica di Sindaco in Campidoglio, Ernesto Nathan diceva: “Guardiamo all’avvenire…a una grande Metropoli ove scienza e coscienza indirizzino… rinnovate attività artistiche, industriali, commerciali… perché guardiamo attraverso la breccia di Porta Pia.”

Il crollo del muro del totalitarismo teocratico cattolico, che la Breccia di Porta Pia rappresentava, era dunque indicato con chiarezza da Nathan come la strada maestra per lo sviluppo scientifico, economico e sociale dell’umanità intera.

I servizi pubblici

ovvero, come lo Stato appena formato abbia sostituito il Vaticano e la nobilta’, quindi la vecchia classe dirigente, nella gestione della Cosa Pubblica in nome di un falso principio redistributivo che va al nome di ‘bene comune’ o socialismo. Vedendo lo stato dell’Italia contemporanea, possiamo ben vedere come le ‘vecchie caste nobiliari’ siano state semplicemente sostituite dalle ‘nuove caste dei professionisti statali, perpetuando l’immobilismo sociale e la corruzione.

“Sottrarre i pubblici servizi dal monopolio privato; renderli soggetti alla sorveglianza, alla revisione, all’approvazione del Consiglio…preparare la via al più assoluto controllo che la cittadinanza deve acquisire su quei gelosi elementi primordiali di ogni civiltà urbana”. Così si era espresso Ernesto Nathan nel discorso programmatico del 2 dicembre 1907. Pensava alla municipalizzazione di luce, gas, acqua; pensava alla realizzazione di linee tranviarie pubbliche. Vale appena ricordare, ad esempio, che prima di Nathan, l’acqua Marcia era un fondo del Vaticano, che proprio in quegli anni stava cercando di accaparrarsi anche il controllo dell’acqua Vergine.

Acqua, luce, gas, linee di trasporto sono beni di tutti, quindi solo un organismo statale, come il Comune, può gestirli in nome dell’interesse collettivo.

La Camorra e Garibaldi;

New York – Giugno 2018

La teoria dell’esistenza di una proto-popolazione nasce da studi linguistici e precisamente dalla linguistica comparativa, la quale ha mostrato come si possano identificare in popolazioni tra loro distanti, anche geograficamente, forti caratteristiche comuni, non solo nel lessico, ma anche nella morfologia linguistica, nella grammatica e addirittura nella cultura.

Come hanno sottolineato studiosi come Georges Dumézil ed Émile Benveniste ci sono forti parentele linguistiche, testimoniate dai numerosi vocaboli aventi l’etimo in comune e che investono diverse aree d’interesse (la religione, le istituzioni, la famiglia, l’agricoltura, ecc.)[1], nonché l’ideologia tripartita, ossia la suddivisione della realtà esistente all’interno di tre funzioni specifiche (sacrale gli “ORATORES”, guerriera i ‘BELLATORES”, produttiva i “LABORATORES”) la quale si ritrova, consapevolmente come tale, soltanto presso i popoli di stirpe indoeuropea.

Migrazioni popoli indoeuropei

Migrazioni popoli indoeuropei

Oltre che nei miti questa struttura si ritrova, secondo Dumézil, anche nella organizzazione sociale di alcuni popoli indoeuropei a cominciare dalle caste dell’India. (fonte: Wikipedia)

Il tema della tripartizione castale viene poi ripreso e portato in auge nella letteratura medievale e rinascimentale europea. Per approfondire il tema eccovi: THE THREE ESTATES AND OTHER MEDIAEVAL TRINITIES (1981) – Joseph A. Dane, professore di Letteratura Inglese presso  University of Southern California (PDF)

Detto questo, la nostra societa’ e’ cambiata oppure ha mantenuto in qualche modo la struttura castale? 

Sentiamo il parere e la teoria del dottor Dr. Shiva Ayyadurai, ospite di Info Wars:

New York – Giugno 2018

Alex Jones breaks down how China has started implementing their social credit score system in 16 cities across their country, helping to fulfill the mark of the beast vision in the Book of Revelations.

Help us spread the word about the liberty movement, we’re reaching millions help us reach millions more. Share the free live video feed link with your friends & family: http://www.infowars.com/show

The Alex Jones Show ©copyright, Free Speech Systems.LLC 1995 – 2017 All Rights Reserved. May use for fair use and educational purposes

 

 

NY – 24 Settembre 2017

rula

Nella foto: la Jebreal (con vestito rosso) assieme al Jet Set di Hollywood.

Rula Jebreal, scrissi un articolo sulla “paladina dell’Islam e del free speech” anni addietro, dopo aver visto i suoi exploit da Michele Santoro, uno dei quali fece saltare dalla sedia persino Marco Travaglio. Ebbene, come saprete, Rula fu introdotta dall’amico Walter Veltroni al regista e pittore americano Julian Schanbel, con cui collaboro’ al film MIRAL e col quale ebbe una relazione dal 2007 al 2011.

Si sposo’ poi nel 2013 con Arthur Altschul Jr., figlio di un partner della GOLDMAN SACHS, (filantropo e collezionista d’arte quest’ultimo) con un cv notevole (chi ha occhi per vedere, veda):

“Mr. Altschul has worked in investment banking, venture capital and as a member of senior management of a publicly traded health care concern. From 1992 to 1996, he worked at SUGEN, Inc., and served as its Senior Director of Corporate Affairs. From 1985 to 1991, Mr. Altschul worked in the equity and fixed income trading departments at Goldman, Sachs & Co. and also worked in the equity research department at Morgan Stanley & Company. He serves as Chairman of the Board of Soliloquy and Medrium, Inc. Mr. Altschul serves as the Chairman of the Board of Overbrook Management Corporation. He has been a Director of General American Investors Company, Inc. since 1995. Mr. Altschul serves as Director of Diversified Natural Products, Inc., Delta Opportunity Fund, Ltd., The Overbrook Foundation and ValiGen N.V. He served as a Director of Medicis Pharmaceutical Corp. from December 1992 to December 2012. Mr. Altschul also serves on the board of directors of the Child Mind Institute. He serves as Member of the New York Council for Humanities. Mr. Altschul holds a B.S. from Columbia University in Computer Science.”

Arthur Altschul Jr., e’ anche membro del consiglio direttivo della Diaz & Altschul Capital Management LLC., una societa’ che investe in ricerca biomedica. e co fondatore della Kolltan Pharmaceuticals di base in Connecticut.

Terminato il matrimonio, Rula conosce e ingaggia una relazione lampo addirittura con l’ex Pick-Floyd Roger Waters, anch’egli strenuo sostenitore della causa palestinese. La relazione pero’ non dura a causa di “incompatibilita’ varie” e sembra anche a causa di incomprensioni fra i membri delle rispettive famiglie.

waters

Finito Santono, sparita Rula dalla tv italiana, la nostra e’ stata spesso ospite dei grandi network americani durante la sua permanenza negli States.

Cambiato paese ma non cervello, ahime’, nel video seguente eccola sbigottire persino Bill Maher e il generale Clark con la sua violenza e intolleranza per le loro opposte opinioni sull’Islam “moderato”:

VIDEOReal Time with Bill Maher: Islam and Free Speech

Durante la presidenza Obama siamo stati bombardati dalla propaganda islamista su tutti i media; solo FOX NEWS e poche altre personalita’ – ma con forbito seguito – facevano la fronda.

Ben Shapiro e’ fra questi. Giovane avvocato conservatore e’ stato uno strenuo difensore della liberta’ di dissentire con i propagandisti dell’Islam e ne ha scritto diffusamente.

Un esempio pratico in questo video: Ben Shapiro wrecks a Linda Sarsour friend and director of CAIR over the term jihad

Nel suo libro: “Primetime Propaganda: The True Hollywood Story of How the Left Took Over Your TV”Shapiro spiega come i media siano strumenti della sinistra nel perpetrare questa ideologia in America.

Rula, come tutti gli “idioti di Lenin”, e’ stata usata dall’establishment di sinistra per diffondere il verbo del profeta negli Stati Uniti.

In breve, ovunque veniva invitata creava caos e le veniva fatto gentilmente notare che liberta’ di parola non vuole dire dover per forza essere d’accordo con chi non la pensa come te, pena tacciarlo di intolleranza, islamofobia, sessismo etc.

No wonder la nostra e’ rientrata in Italia, dove attualmente vive ed e’ ospite (a quanto vedo) nei salotti della sinistra estrema italiana.

Adesso ve la cuccate voi, fino a quando lo vedremo

 

VIDEO: Ecco perche’ Trump e’ amato dalla gente

Non vorreste anche voi un Presidente del Consiglio cosi?

Sincero, diretto e onesto?

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